Se vuoi le informazioni scientifiche sugli allucinogeni visita il sito DRONET
Sotto il nome di allucinogeni (acidi) troviamo diverse sostanze di diversa composizione chimica, che hanno in comune effetti simili: LSD, mescalina, psilocibina, peyotl, ketamina.
Alcune di queste sostanze sono molto antiche e nelle popolazioni aborigene vengono utilizzate per entrare in contatto con altre entità.
L’uso di allucinogeni si è diffuso negli anni ’60/’70 all’interno dei movimenti giovanili collegati alla cultura psichedelica. Anche attraverso espressioni artistiche e letterarie, l’uso di allucinogeni si associava, spesso, alla ricerca di esperienze di sé e di rapporti interpersonali più consapevoli e autentici. Negli anni ’90 queste sostanze sono ritornate in forma massiccia sul mercato, associate a un uso più consumistico della sostanza (in combinazione con exstasy e anfetamine) e, in contesti più ristretti, come ricerca più consapevole di esperienze percettive e nuovi stati di coscienza.
Gli allucinogeni non generano dipendenza fisica, ma, come le altre sostanze, possono ingenerare fenomeni di dipendenza psicologica. L’effetto di una sola dose può comportare, inoltre, sensazioni molto traumatiche, e dolorose, per la psiche e l’integrità dell’io.
LSD viene prodotto per lo più sotto forma di francobolli, zollette di zucchero o pillole; aria molto negli effetti a seconda dei tagli (sostanze che si aggiungono alla principale) di exstasy stricnina, anfetamine.
Il peyotl è un cactus contenente diversi principi attivi ed è utilizzato soprattutto in Centro America, viene spacciato sotto forma di bottoni freschi o secchi.
La Ketamina è una droga-dance (droghe associate al week-end e alle lunghe notti in discoteca) spesso spacciata come exstasy in associazione con efedrina e caffeina, ma produce la percezione di dissociazione dal proprio corpo e percezioni extrasensoriali, in particolare legate alla dimensione della morte.
Perché attraggono
Le sostanze allucinogene producono effetti molto diversi e molto soggettivi; in generale gli allucinogeni provocano viaggi (trip) psichedelici in cui la percezione di sé e dell’ambiente circostante viene alterata, amplificando le capacità sensoriali e modificando lo stato normale di coscienza. E’ quindi possibile non distinguere la realtà dall’immaginario e perdere i confini spazio temporali, confondendo il proprio sé con quanto ci circonda. I viaggi possono essere piacevoli, con forti sensazioni di benessere, oppure “bad trip”, con sensazioni molto negative, a seconda delle caratteristiche del soggetto e del contesto in cui si sviluppa l’esperienza di assunzione. La durata dell’effetto dura dalle quattro alle dodici ore (Tranne che per la ketamina il cui viaggio dura una quindicina di minuti).
Spesso, anche a distanza di mesi, si possono riproporre flashback, il ritorno all’acido, in cui il soggetto rivive gli stessi effetti, anche drammatici, dello strippo precedente senza avere assunto nuovamente la droga. Ogni acido è una storia a sé e l’effetto varia da soggetto a soggetto.
Danni
Durante l’esperienza possono verificarsi attacchi di panico, dovuti alla natura del viaggio ma anche alla paura di non tornare “normali” (la percezione temporale è infatti alterata).
L’uso di queste sostanze può provocare psicosi durature o permanenti, soprattutto in soggetti giovani e psicologicamente immaturi.
I rischi legati all’assunzione aumentano se la persona non è “accompagnata” nel suo trip da qualcuno che possa proteggerla da eventuali danni fisici (verso di sè o verso altri) dovuti alla perdita di realtà, e da sensazioni negative che l’acido può provocare.
Attenzione: Spesso tra gli habitué della notte da sballo, si usano indiscriminatamente acidi, exstasy e anfetamine che vengono indistintamente “sperimentate” o assunte regolarmente senza tener conto dei diversi effetti collaterali e rischi di assunzione.

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